Wow, non posso credere di avercela fatta! È stato veramente difficile. Sono così orgogliosa di me stessa. Ricordo di aver pensato questo (e di averlo detto ad amici e parenti) dopo aver completato il corso PADI Rescue Diver. Ricordo che volevo ottenere questa certificazione a tutti i costi perché sembrava così “professionale”, ed ero euforica ed esausta di averla ottenuta.
Ancora oggi, il corso Rescue Diver è stato e rimane il corso sub più impegnativo e gratificante che abbia mai frequentato. Per questo, è anche il mio preferito.
Il corso Rescue Diver mi ha dato fiducia e abilità
All’inizio della giornata, ero molto nervosa. Il mio PADI Instructor mi ha accompagnato nella fase finale: i due scenari in acque libere. Questi scenari sembravano quasi un esame finale per ottenere la certificazione Rescue Diver: ero molto nervosa all’idea di riuscire a trovare il “subacqueo disperso” (un PADI Assistant Instructor) in un punto della foresta di kelp a Casino Point, sull’isola di Catalina, e di soccorrerlo con successo.
Nei giorni migliori, sono alta 1,6 m. Essendo la subacquea più piccola del corso, l’istruttore mi ha assegnato, come compagno, il suo Assistant Instructor, un uomo di 2 metri e 113 kg (250 libbre) di peso. Ricordo di aver pensato a quanto fosse ingiusto e a quanto sarebbe stato più difficile per me. Come avrei fatto a trovarlo, a portarlo in superficie in sicurezza, a effettuare la respirazione artificiale mentre lo trainavo verso riva, e poi a farlo uscire (mentre simulava di essere incosciente), il tutto eseguendo un piano di salvataggio? Avevo seri dubbi che sarei riuscita a farlo.

È stato difficile e ho avuto paura, ma ce l’ho fatta, da sola. Non potevo crederci! Ovviamente, era un’esercitazione, ma sembrava molto realistica ed ero molto orgogliosa di me stessa.
Da allora, ho usato spesso le mie abilità di salvataggio, dal traino di un compagno stanco in condizioni difficili all’arresto di una risalita incontrollata durante una spedizione scientifica. Ogni volta che uso queste abilità, mi sento orgogliosa e grata per la mia formazione come PADI Rescue Diver.
Con il senno di poi, apprezzo molto la scelta del mio istruttore di assegnarmi un compagno molto più alto e pesante di me. Portare a termine quello scenario, con quelle differenze tra me e la “vittima”, mi ha dimostrato che potevo farcela e che potevo salvare chiunque, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalle mie. Questo momento mi ha reso una subacquea più sicura e competente, e una compagna di immersione più consapevole. Mi ha veramente cambiata.
Il corso Rescue Diver cambia il modo in cui ti immergi
Molti dicono che il corso Rescue Diver è difficile, ma che cambierà – in meglio – il tuo modo di immergerti.
Ruth James, PADI Instructor Development Programs Specialist, spiega: “La formazione iniziale dei subacquei si concentra sullo sviluppo delle loro abilità subacquee e sulla sicurezza, mentre il corso Rescue Diver è il primo momento in cui i subacquei iniziano a guardare oltre la propria esperienza di immersione e diventano consapevoli della sicurezza di chi gli sta intorno. Questa consapevolezza, inoltre, può migliorare le loro abilità di immersione e renderli più sicuri di sé”.
Il corso ti rende consapevole di chi ti sta intorno e ti rende un subacqueo più sicuro a tutto tondo. Impari ad anticipare e a risolvere i problemi minori prima che diventino vere e proprie emergenze. Inoltre, acquisisci le conoscenze e le abilità necessarie per salvare te stesso e gli altri in molte emergenze. Inoltre, ripeterai gli esercizi finché non ti riusciranno automaticamente.
La formazione Rescue Diver salva vite umane
Ross Neil, PADI Course Director e Training Manager del Rainbow Reef Dive Center, afferma: “La nostra formazione non si interrompe mai perché, quando ci troviamo di fronte a un’emergenza reale, non dobbiamo pensare a cosa o come fare qualcosa, dobbiamo farlo e basta”.
È esattamente quello che è successo a Katie Leeper. Mentre si immergeva nel Borneo, la rubinetteria della bombola della guida subacquea ha avuto un guasto e l’aria fuoriusciva velocemente. Per fortuna, Katie aveva da poco completato il corso Rescue Diver.


“Il guasto alla bombola gli ha strappato letteralmente l’erogatore dalla bocca, e lui mi si è avvicinato segnalandomi “sono senza aria”. Gli ho dato la mia fonte d’aria alternativa. Abbiamo deciso cosa fare: abbiamo tolto il suo GAV, abbiamo scaricato l’aria dal mio, in modo da non risalire entrambi, e siamo riemersi lentamente da 20 metri di profondità. Abbiamo effettuato una sosta di sicurezza di cinque minuti e siamo riemersi in sicurezza. Nessuno si è fatto male, ma è stata un’esperienza pazzesca”.
La videocamera 360 di Katie ha ripreso l’intero evento. Ci racconta: “Tutto è successo in una frazione di secondo. Rivedendo il video, ho capito che ho agito in base alla mia “memoria muscolare”. Ci prepariamo per questi momenti perché, quando serve, quando siamo sott’acqua e non abbiamo tempo di pensare, ne abbiamo bisogno. Senza la mia formazione, non credo che sarei riuscita a gestire la situazione”.
Katie definisce il corso Rescue Diver un “salto di qualità”, perché l’ha aiutata a capire come ridurre il rischio e a reagire se dovesse accadere qualcosa. Aggiunge: “Mi ha insegnato a non andare in panico. Non ci possono essere due subacquei spaventati; ce ne può essere uno solo e tu puoi salvarlo”.
Da dove cominciare?
Esistono diversi prerequisiti e requisiti per iniziare il corso Rescue Diver.
Età minima
L’età minima per partecipare al corso Rescue Diver è 12 anni. Gli studenti di età compresa tra 12 e 14 anni ottengono una certificazione Junior Rescue Diver, che diventa automaticamente una certificazione Rescue Diver al compimento dei 15 anni.
Altri prerequisiti del corso Rescue Diver
Oltre a quanto sopra, i subacquei devono aver completato l’Underwater Navigator Adventure Dive e possedere un brevetto PADI (Junior) Adventure Diver. Avere una certificazione PADI Advanced Open Water Diver soddisfa questo prerequisito.
Chi è certificato PADI Open Water Diver può iscriversi a un corso Rescue Diver e completare lo sviluppo delle conoscenze e gli esercizi in acque confinate. Tuttavia, non può completare gli esercizi in acque libere o ottenere la certificazione PADI Rescue Diver finché non soddisfa tutti i prerequisiti.
Quanti dura il corso Rescue Diver?
Il corso Rescue Diver dura da quattro a sette giorni.
La parte eLearning del corso PADI Rescue Diver può essere completata a proprio piacimento e nella comodità della propria casa o camera d’albergo. Questa parte del corso dovrebbe durare dalle otto alle dodici ore. Le sessioni di formazione in acqua con l’istruttore dovrebbero richiedere altri due giorni. Queste includono il ripasso dell’autosoccorso, dieci esercizi e due scenari rescue.
Corso Rescue Diver: requisiti RCP e di primo soccorso
Per ottenere la certificazione Rescue Diver è necessario aver ottenuto una formazione in RCP e primo soccorso negli ultimi 24 mesi. Questi corsi forniscono le conoscenze, le abilità e la sicurezza necessarie per aiutare amici, familiari e persino estranei in caso di emergenza. Per soddisfare questo requisito, il tuo PADI Instructor di riferimento può iscriverti a un corso Emergency First Response® (EFR) Primary Care (CPR) and Secondary Care (First Aid).

Il corso EFR è un corso con un basso livello di stress e mira a creare fiducia nelle proprie abilità perché, come ribadisce Ruth: “Sapere cosa fare come soccorritore laico è molto meglio che non fare nulla e aspettare l’arrivo del personale medico”. I corsi EFR seguono un principio di base: “fornire un soccorso imperfetto è meglio che negarne uno perfetto”.
Ruth aggiunge: “Sapere come prestare soccorso in caso di emergenza medica può fare la differenza tra un incidente mortale o assistere un paziente fino all’intervento del personale medico. In pratica, può fare la differenza tra la vita e la morte”.
Come si svolge il corso Rescue Diver?
In generale, il corso ti insegnerà a:
- Migliorare le abilità di navigazione.
- Sviluppare tecniche per la sicurezza subacquea.
- Risolvere piccoli problemi e riparare l’attrezzatura subacquea.
- Riconoscere un subacqueo in difficoltà in superficie o sott’acqua.
- Soccorrere un subacqueo o se stessi.
- Utilizzare un kit di ossigeno di emergenza

In pratica, il corso PADI Rescue Diver si compone di quattro parti: l’eLearning, il ripasso delle abilità di autosoccorso, gli esercizi Rescue Diver e due scenari in acque libere. Per quanto riguarda la terza parte, si tratta di dieci esercizi PADI Rescue Diver da imparare e padroneggiare. I subacquei affronteranno molti degli scenari che potrebbero presentarsi nella vita reale, da un subacqueo stanco a uno in preda al panico, da un subacqueo che non risponde a uno disperso. Le tecniche trattate includono come valutare correttamente la situazione, stabilire e mantenere il controllo, preparare un piano per la gestione di un’emergenza e come eseguire un soccorso in sicurezza. I due scenari in acque libere mettono alla prova queste conoscenze e abilità. Il risultato è un modo completamente diverso di immergersi, di vivere il mare e di condividere le esperienze con gli altri.
Cosa puoi fare con la certificazione Rescue Diver?
Il corso Rescue Diver è impegnativo ma utile. È il primo passo per diventare un leader subacqueo e progredire nella propria carriera subacquea. Ross Neil afferma: “Un corso Rescue Diver ci insegna come aiutare agli altri e noi stessi. È una crescita continua, ma bisogna iniziare da qualche parte”.
Il corso Rescue Diver è anche l’ultimo requisito per poter iniziare il corso PADI Divemaster e diventare un professionista PADI. È anche il primo passo per diventare PADI Master Scuba Diver o Public Safety Diver.
Katie dice: “Come donna, vi dico: fatelo, senza dubbio! In questo sport dominato dagli uomini, il corso Rescue Diver dà veramente potere alle donne. Il corso Rescue Diver ti rende una subacquea migliore e orgogliosa di te stessa. Mi hanno messo in coppia con un uomo di 2 metri e mezzo e ho pensato: “Come faccio a riportarlo in barca?”. Ma ce l’ho fatta e ho pensato: “WOW, sono più forte di quanto credessi”. Per quanto mi riguarda, la certificazione Rescue Diver mi ha trasformato in una leader e in una facilitatrice di immersioni, abilità che ora utilizzo costantemente nel mio lavoro durante le spedizioni scientifiche e sul campo. La fiducia e la competenza acquisite mi hanno spinto verso una vita che amo, facendo scoprire agli altri il mondo sommerso.