Con più strumenti e risorse a portata di mano, non c’è mai stato un momento migliore per impegnarsi nella difesa degli oceani!
Perché sostenere la protezione della fauna marina?
Viviamo su un pianeta blu! L’oceano rappresenta più del 70% della superficie terrestre ed è responsabile per ogni nostro respiro. Ci fornisce cibo, medicine e risorse energetiche, e sostiene la nostra economia. Ci permette di spedire e ricevere le merci, di esplorare ed è una costante fonte di ispirazione!
Da subacquei, quando ci immergiamo, desideriamo osservare ecosistemi sani e vibranti. Pertanto, quando prendiamo decisioni consapevoli che contribuiscono a proteggere l’oceano, contribuiamo anche a proteggere la sua biodiversità e la sua bellezza per le generazioni future.
Ecco alcuni dei nostri modi preferiti per sostenere la protezione della fauna marina.

1. Diventare un PADI Torchbearer
Crea il cambiamento per la fauna marina diventando un PADI Torchbearer. Imparando, partecipando attivamente e condividendo i motivi per cui l’oceano è importante nella tua comunità, potrai ispirare altri ad agire e a sostenere gli sforzi per proteggere il mare.
Entrando a far parte delle Torchbearer Community, contribuisci a creare un cambiamento significativo grazie alla tua voce e alle tue azioni. È il potere dei numeri. Drew Richardson, PADI President & CEO, dice: “Un miliardo di Torchbearer fa la differenza per l’oceano”.
2. Ridurre i rifiuti e l’inquinamento da plastica
Secondo il Fish and Wildlife Service “…i rifiuti marini sono una delle minacce globali più gravi per la salute delle aree costiere, degli oceani e dei corsi d’acqua del mondo. È un problema di interesse locale, regionale, nazionale e internazionale.”
Ma perché? Perché danneggia la fauna selvatica e può danneggiare e degradare habitat fragili, come le barriere coralline e le praterie di fanerogame. Inoltre, i rifiuti marini possono interferire con la sicurezza della navigazione.
L‘inquinamento degli oceani può avere un impatto negativo sulla nostra economia. Spesso le persone si recano in mete subacquee, come i Caraibi e le Hawaii, aspettandosi condizioni incontaminate. Se ciò che incontrano è diverso dal paradiso idilliaco che hanno in mente, potrebbero non tornarvi e l’economia locale ne risentirebbe. Inoltre, i rifiuti marini causano perdite economiche alle industrie ittiche e balneari, minacciano il benessere e la qualità della vita delle comunità costiere e perfino la salute e la sicurezza umana.



I rifiuti marini danneggiano la vita marina
La maggior parte delle persone conosce il problema dei rifiuti nell’oceano, ma molte meno persone ne conoscono l’impatto sulla fauna marina.
Ogni anno, i rifiuti marini e l’inquinamento da plastica danneggiano e uccidono milioni di specie marine e costiere. Per esempio, specie come balene, squali, foche e tartarughe possono spesso rimanere intrappolate nelle reti fantasma e nelle vecchie lenze da pesca, subendo amputazioni o annegando.
Gli uccelli marini e i pesci ingeriscono grandi quantità di rifiuti e microplastiche. Queste, purtroppo, non si decompongono e non si biodegradano nel loro corpo. Spesso, le tartarughe marine scambiano i sacchetti di plastica per il loro cibo preferito: le meduse. I sacchetti possono ostruire le loro vie intestinali, simulando sazietà (anche quando sono affamate) e impedendo loro di nutrirsi. Le giovani tartarughe marine si nutrono di microplastiche presenti nella colonna d’acqua che possono finire per bloccare e danneggiare il loro apparato digestivo.

È necessario fermare i rifiuti marini “a monte”.
In conclusione, cosa possiamo fare? Forse ti sorprenderà scoprire che l’80% dei rifiuti presenti nell’oceano proviene dalla terraferma! La maggior parte di questi rifiuti è costituita da plastiche nocive che non si biodegradano, ma si accumulano e risalgono lungo la catena alimentare.
Pertanto, riducendo la quantità di rifiuti e di plastica che produciamo sulla terraferma, possiamo contribuire a fermare il problema “a monte”, alla fonte, prima che entri nei nostri preziosi ambienti marini e costieri, e prima che danneggi la nostra amata fauna marina.
3. Partecipare alle operazioni di pulizia per la protezione della fauna marina
La prima priorità è quella ridurre i rifiuti; la seconda è quella di rimuovere i rifiuti marini e l’inquinamento da plastica dalle acque e dalle coste. Un modo semplice e divertente per farlo è quello di partecipare a un evento di pulizia, che può essere condotto su terraferma o sott’acqua, in modo da ottenere il massimo impatto.
Ogni volta che camminiamo in riva al mare o saliamo su un’imbarcazione, possiamo impegnarci a minimizzare la quantità di rifiuti che produciamo. Surfrider e The Ocean Cleanup, due attività impegnate nella protezione marina, organizzano regolarmente operazioni di pulizia.

Inoltre, come subacquei, abbiamo sempre la possibilità di immergerci con uno scopo. Scopri il nostro corso di specialità Dive Against Debris! Prima di immergerti e fare la differenza, impara di più sull’impatto che i rifiuti marini hanno sul nostro oceano. Inoltre, imparerai come i dati ricavati da queste immersioni contribuiscono a migliorare le politiche di gestione dei rifiuti per proteggere gli habitat oceanici e la fauna marina.
Eventi di pulizia interessanti
Se vuoi fare una grande differenza, partecipa a un fantastico evento di pulizia. Per esempio, prendi in considerazione l’idea di partecipare ad I.CARE, il derby primaverile annuale sui rifiuti, abbinandolo a una fantastica vacanza subacquea alle Florida Keys.

Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, è possibile partecipare all’annuale pulizia subacquea dell’isola di Catalina. Ogni anno, quasi 600 subacquei setacciano i moli e le zone intorno agli ormeggi alla ricerca di rifiuti, liberando gli animali intrappolati e concorrendo, allo stesso tempo, alla conquista di premi. Nel 2026, per esempio, 250 subacquei hanno rimosso quasi 544 chilogrammi (1.200 libbre) di rifiuti dal porto di Avalon!
4. Fare scelte sostenibili per la protezione della vita marina
Come consumatori, abbiamo un grande potere per aiutare il nostro amato oceano. Le scelte che facciamo in fatto di cibo, abbigliamento, trasporti, prodotti per la pulizia e altro ancora producono effetti a catena sull’ambiente. Pertanto, quando facciamo scelte sostenibili, con ogni acquisto contribuiamo alla saluta dell’ambiente.

Innanzitutto, possiamo rinunciare ai prodotti usa e getta e scegliere articoli riutilizzabili, come cannucce, utensili, bottiglie d’acqua e borse della spesa. Ogni volta che lo facciamo, riduciamo i rifiuti e contribuiamo alla salute degli oceani. Se utilizzi già articoli riutilizzabili, perché non li regali a parenti e amici, in modo da aiutarli a iniziare il loro percorso di sostenibilità.
Inoltre, possiamo scegliere capi di abbigliamento realizzati con plastiche riciclate. Per esempio, SeaMorgens e molte altre aziende producono costumi da bagno esclusivamente con reti da pesca riciclate. La maggior parte dei tessuti dei costumi da bagno proviene da plastiche vergini; quindi, questa è un’ottima soluzione di up-cycling.
Quando facciamo scelte sostenibili nella nostra vita quotidiana, contribuiamo attivamente alla protezione della fauna marina e alla salute dei mari.
5. Sostenere le aree marine protette
Forse, avrai sentito parlare del “30×30“, un obiettivo ambizioso e necessario che mira a proteggere il 30% della terra e del mare entro il 2030. Gli scienziati concordano sul fatto che questa è la protezione minima necessaria per garantire che gli ecosistemi rimangano funzionali e resilienti e che le specie siano protette.
Per quanto riguarda l’oceano, questo contribuirà a ripristinare la salute dei mari, a fornire rifugio alla fauna selvatica, a invertire gli impatti negativi esistenti, ad aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e a sostenere i servizi ecosistemici per l’umanità. In breve, garantisce alla fauna marina un oceano sano in cui vivere. Una cosa estremamente importante!

Nel 2026, meno del 5% dell’oceano globale sarà completamente protetto. Sostenere gli sforzi locali, regionali, nazionali e internazionali per istituire ed espandere le aree marine protette ci aiuta ad avvicinarci collettivamente all’obiettivo 30×30.
Non dimenticare gli ecosistemi costieri critici
La protezione critica può essere estesa anche a importanti habitat vicini alla costa, come le praterie di fanerogame e le mangrovie. Entrambi questi ambienti sono considerati ecosistemi di carbonio blu, in quanto assorbono grandi quantità di carbonio atmosferico, persino più della Foresta Amazzonica! Pertanto, il ripristino di fanerogame e mangrovie può essere la nostra “arma segreta” contro il cambiamento climatico. Piantare e proteggere una quantità maggiore di queste piante ci dà il tempo di adattarci, di mitigare e di trovare nuove soluzioni per affrontare la crisi climatica.
Questi ecosistemi marini fungono anche da habitat critici per la riproduzione e il foraggiamento di molte specie marine. Numerose specie di pesci, squali, invertebrati e crostacei si affidano alle mangrovie e alle praterie di fanerogame per crescere abbastanza da sopravvivere sulla barriera corallina. Pertanto, proteggendo queste aree, nell’ambito di uno sforzo verso l’obiettivo 30×30, contribuiamo a proteggere la fauna e la flora marina e il pianeta.
6. Partecipare a un progetto di scienza partecipata
Non serve un dottorato di ricerca per contribuire alla biologia marina e alla protezione degli oceani! La scienza partecipata è un movimento che permette a chi ama gli oceani di raccogliere dati vitali per i progetti di protezione marina. Questo approccio alla ricerca può essere molto utile, in quanto consente agli scienziati di raccogliere più dati da un’area molto più ampia di quanto potrebbero fare da soli.
Esistono molti modi con cui i subacquei possono contribuire alla scienza partecipata tramite i programmi della PADI AWARE Foundation®. Grazie a Dive Against Debris®, i subacquei rimuovono i rifiuti marini dagli ambienti subacquei e fanno rapporto di quello che trovano, contribuendo a uno dei più grandi database di rifiuti marini sommersi del mondo. Questi dati sono stati utilizzati per sostenere i cambiamenti delle politiche, informare le azioni di protezione marina ed evidenziare la portata dell’inquinamento degli oceani.
Inoltre, i subacquei possono partecipare al Global Shark & Ray Census registrando gli avvistamenti di squali e razze durante le immersioni. Queste osservazioni aiutano i ricercatori a comprendere meglio le popolazioni delle specie, i modelli di migrazione e le aree in cui le specie vulnerabili necessitano di maggiore protezione.
Contribuire alla scienza partecipata, tramite programmi come questi, è un modo significativo per godersi le immersioni e allo stesso tempo contribuire attivamente alla protezione dell’oceano.

7. Sostenere le interazioni responsabili con la fauna selvatica
Prendere decisioni eco-compatibili in vacanza è importante tanto quanto nella vita di tutti i giorni. Durante una vacanza subacquea, è importante seguire sempre una rigorosa politica del “guardare ma non toccare” e scegliere un’attività o un operatore subacqueo eco-consapevole.
Toccare gli animali marini, come tartarughe, squali, delfini e persino coralli, può disturbare i loro comportamenti naturali, danneggiarne i rivestimenti protettivi o causare stress inutile. Per esempio, molti animali marini hanno uno strato di muco protettivo che li protegge da parassiti e infezioni. Toccarli può rimuovere questo strato, rendendoli vulnerabili a malattie. Inoltre, la ricerca ha dimostrato che l’uomo può trasferire batteri e funghi nocivi agli animali marini, il che può essere devastante per le specie prive di difese naturali.
Inoltre, dar da mangiare agli animali può far sì che alcuni esemplari si abituino alla presenza dell’uomo. Questo potrebbe portare a un cambiamento del lor comportamento naturale, come un aumento dell’aggressività, o far sì che la fauna marina interagisca e si avvicini troppo alle imbarcazioni (causando, ad esempio, lesioni da elica). Quindi, è sempre meglio lasciare che la fauna selvatica continui a comportarsi in modo naturale.
La scelta di un tour operator o di un operatore subacqueo eco-consapevole è altrettanto importante. Dopo tutto, essi garantiranno che le loro procedure siano incentrate su pratiche di turismo sostenibile. Un buon punto di partenza è quello di scegliere in base ad accreditamenti riconosciuti a livello mondiale, come Green Fins, implementato dalla Reef-World Foundation e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Questo accreditamento significa che gli operatori seguono linee guida rigorose che promuovono immersioni e attività di snorkeling sostenibili. Inoltre, dai un’occhiata ai PADI Eco Center. Questi centri partecipano al programma PADI AWARE Adopt the Blue™, permettono ai subacquei di partecipare a progetti di protezione marina o di scienza partecipata e sono affiliati a Green Fins.
Sei pronto per fare la differenza?
Prendi in considerazione l’idea di iscriverti al PADI Club! Unendoti alla più grande comunità al mondo di appassionati dell’oceano, il 5% della tua quota di affiliazione al PADI Club sarà donato alla PADI AWARE Foundation per contribuire a sostenere la protezione globale degli oceani e degli animali marini. Inoltre, PADI Club consente ai subacquei di rimanere in contatto con le ultime novità in fatto di immersioni e avventure subacquee, ottenendo sconti esclusivi e contribuendo a salvare l’oceano.

